Pronto Soccorso di Borgo Trento: lo stesso soggetto già protagonista il 21 aprile crea disordini dalle 9 alle 16 – inaccettabile

Quanto accaduto nuovamente presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Borgo Trento rappresenta un fatto gravissimo che conferma, ancora una volta, come il tema della sicurezza non possa più essere affrontato come una semplice emergenza occasionale.

Lo stesso soggetto già protagonista dei gravi episodi del 21 aprile è tornato a mettere sotto pressione il personale sanitario e l’intera struttura, generando tensione, paura e disagi per ore. La situazione è iniziata già nella mattinata, attorno alle ore 9, rendendo necessario un primo intervento della polizia interna verso le ore 12 per contenere il comportamento aggressivo e gestire la situazione.

Nel pomeriggio, attorno alle ore 16, il soggetto si è nuovamente posizionato davanti al triage impedendo di fatto ai cittadini di accedere regolarmente al servizio. Successivamente avrebbe tentato di colpire con una testata una guardia giurata. Solo a quel punto, dopo l’intervento del personale sanitario e la chiamata alla volante, è stato possibile farlo allontanare dal Pronto Soccorso.

Siamo di fronte a un episodio estremamente preoccupante – dichiara Marco Bognin, Segretario Generale UIL FP Verona – perché dimostra come una sola persona, in evidente stato di alterazione, possa arrivare a bloccare il funzionamento di un presidio sanitario strategico come il Pronto Soccorso di Borgo Trento, mettendo sotto scacco operatori, utenti e sistema di emergenza. Non possiamo più considerare questi episodi come eventi straordinari: ormai sono parte di una pressione quotidiana fatta di minacce, aggressioni verbali, intimidazioni e violenze che il personale subisce costantemente.

Il problema è evidente: l’AOUI da sola non può sostenere un fenomeno di questa portata. Serve una rete territoriale vera, composta da istituzioni, forze dell’ordine, servizi sociali e sistema sanitario, capace di intervenire in modo strutturato e continuativo.

Da tempo chiediamo che venga valutata la presenza stabile di un presidio delle forze dell’ordine dedicato alla sicurezza di questo importante Pronto Soccorso. Quanto accaduto dimostra che non è più sufficiente intervenire solo quando la situazione esplode. Serve prevenzione, presenza e capacità di gestione immediata di soggetti potenzialmente pericolosi.

La preoccupazione del personale è ormai altissima. Operatrici e operatori lavorano in un clima di costante tensione psicologica, con il timore che situazioni simili possano degenerare ulteriormente. Non è accettabile che chi garantisce cure e assistenza debba farlo sentendosi esposto e senza adeguate tutele.

Per questo chiediamo l’apertura urgente di un tavolo tra Direzione AOUI, Prefettura, forze dell’ordine, Comune, ULSS 9 e tutte le istituzioni coinvolte nella gestione della sicurezza sul territorio. È necessario costruire risposte concrete, coordinate e permanenti.

Il sindacato continuerà a stare al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori, portando avanti ogni iniziativa utile per garantire sicurezza, dignità e condizioni di lavoro adeguate. La tutela degli operatori sanitari e dei cittadini deve diventare una priorità reale e non più rinviabile – conclude, Bognin.

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