Bognin e Campisi: “Da 19 mesi i soci-lavoratori pagano di tasca propria. Una crisi non può diventare un prelievo permanente sugli stipendi”
MEDIA: Telenuovo
Da 19 mesi la Cooperativa sociale Azalea mantiene aperto uno stato di crisi che continua a produrre effetti economici pesanti e diretti sulle lavoratrici e sui lavoratori soci. Una situazione che, mese dopo mese, sta diventando sempre più difficile da sostenere e che rischia di trasformare una misura dichiarata come straordinaria in un meccanismo strutturale di riduzione del reddito.
Oggi ogni socio-lavoratore si trova in busta paga una trattenuta economica compresa mediamente tra 50 e 60 euro al mese, alla quale si aggiunge il mancato adeguamento contrattuale, pari a circa 120 euro mensili. Il risultato è che ogni lavoratrice e ogni lavoratore socio sostiene, di fatto, un costo mensile complessivo tra 170 e 180 euro.
Per molte persone si tratta di una cifra rilevante, soprattutto in una fase in cui salari, costo della vita, affitti, mutui, bollette e spese familiari rendono già fragile l’equilibrio economico di tanti nuclei familiari.
“Dopo 19 mesi, non possiamo più parlare di una misura temporanea – dichiara Marco Bognin, Segretario Generale UIL FP Verona –. Quando una crisi aziendale continua a essere sostenuta prevalentemente attraverso il sacrificio economico dei soci-lavoratori, il problema non è più soltanto gestionale: diventa una questione di equità, di rispetto e di dignità del lavoro. Non è accettabile che chi ogni giorno garantisce i servizi sia chiamato, mese dopo mese, a pagare il prezzo più alto”.
Secondo le stime della UIL FP Verona, considerato il numero delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti, il costo economico sostenuto complessivamente dai soci-lavoratori in questi mesi corrisponde a circa un milione di euro. È questa la dimensione concreta di una crisi che, fino ad oggi, è stata sostenuta principalmente da chi lavora.
Un dato politico e sindacale che non può essere ignorato. Anche l’assemblea dei soci ha evidenziato un malessere crescente: circa un terzo dei soci presenti ha espresso contrarietà alla prosecuzione dello stato di crisi. Un segnale chiaro, che dimostra come stia aumentando la parte di personale che non condivide più una strada che, dopo 19 mesi, non ha prodotto una vera prospettiva di uscita.
“Il punto non è negare le difficoltà della cooperativa – prosegue Bognin –. Il punto è capire fino a quando queste difficoltà possano essere scaricate sui lavoratori. Servono risposte vere, un piano chiaro, tempi certi e soprattutto il rispetto pieno del contratto. La crisi non può essere utilizzata come giustificazione permanente per comprimere il salario”.
La UIL FP Verona ritiene particolarmente grave anche il fatto che, per quanto risulta all’organizzazione sindacale, Azalea sia l’unica cooperativa sociale del Veneto a non aver applicato il rinnovo contrattuale. Un elemento che aggrava ulteriormente la situazione e che pone un problema evidente di correttezza, responsabilità e tenuta delle relazioni sindacali nel settore.
“Nel Terzo Settore non si può parlare di qualità dei servizi senza riconoscere il valore di chi quei servizi li garantisce ogni giorno – afferma Giusi Campisi, Segretaria Provinciale UIL FP Verona con delega al Terzo Settore –. Le lavoratrici e i lavoratori delle cooperative sociali svolgono funzioni fondamentali per le persone, per le famiglie e per le comunità. Proprio per questo non possono essere considerati la variabile su cui scaricare crisi, ritardi e mancati adeguamenti contrattuali”.
Per la UIL FP Verona è necessario aprire immediatamente una fase nuova, fondata su trasparenza, responsabilità e tutela del reddito. La cooperativa deve indicare con chiarezza come intende uscire dallo stato di crisi, in quali tempi e con quali garanzie per i soci-lavoratori.
“Chiediamo che il confronto torni a mettere al centro le persone – conclude Campisi –. Non bastano sacrifici chiesti sempre agli stessi. Serve un cambio di passo: applicazione del rinnovo contrattuale, superamento dello stato di crisi e tutela concreta delle buste paga. Il lavoro sociale ha valore e quel valore deve essere riconosciuto anche economicamente”.
La UIL FP Verona continuerà a sostenere le lavoratrici e i lavoratori della Cooperativa Azalea, chiedendo con forza che la crisi non venga più affrontata comprimendo il salario di chi lavora, ma attraverso scelte organizzative, gestionali e contrattuali realmente eque, trasparenti e sostenibili.


